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I 20 anni di Homework dei Daft Punk

Che i Daft Punk abbiano segnato la storia della musica più e più volte non è un segreto.
Il duo ha infatti dato vita ad una vera e propria rivoluzione musicale con ognuno dei suoi album.
Spesso criticati, spesso additati come retrogradi, hanno nella realtà delle cose messo ogni volta la loro firma sulla direzione della musica da dancefloor in modo diverso ogni qualvolta si sono espressi.

La cosa singolare è che non l’hanno mai fatto in modo immediato, ma sono sempre stati dei veri e propri precursori.
L’ultimo esempio che è impossibile non citare è “Random Access Memories”, il loro album del 2013 pubblicato dopo ben 8 anni di silezio (salvo l’aver composto la colonna sonora del remake di Tron Legacy, lavoro a dir poco mastodontico e superbo sul film della Disney).
Album criticato da tutti, visto come “musica sorpassata” da molti per il ritorno al riff di chitarra e di basso tipicamente seventies, visto come “ossessivo all’inverosimile” per le apparecchiature estremamente costose e rare utilizzate per registrare e produrre le tracce.

Eppure oggi, esattamente quattro anni dopo, tutta la scena dance (intesa in senso largo, ricomprendendo tanto l’underground che il mainstream) sta riscoprendo sempre più i ritmi, i suoni e gli strumenti del funk e della disco.

20 anni di Homework dei Daft Punk

Quando questa settimana ho scoperto che “Homework”, il loro primo lavoro, ha compiuto 20 anni, ho capito che era un avvenimento che andava celebrato. E i motivi per celebrarlo non sono pochi.

Partiamo dal titolo: “Homework“.
Il nome dell’album non è casuale: è stato infatti prodotto nella camera da letto dei due djs francesi.
Una cosa considerata “normale ai giorni d’oggi”, il cosiddetto fenomeno dei “bedroom producers“.
Eppure Homework è stato uno dei primi album di questo tipo, è stato forse il primo album a dare il via a questo fenomeno, della produzione in casa, del producer che può dire la sua anche senza andare a registrare in costosissimi studi (anche se, chiaramente, l’album è stato poi masterizzato in studio professionale).

Non solo. Homework è diventato famoso grazie al cavallo di battaglia che ha reso celebre il duo francese nel mondo: Around the Word. Io personalmente ricordo il video che girava su MTV (ai tempi in cui MTV trasmetteva esclusivamente video musicali) ai tempi in cui frequentavo le medie (o forse le elementari, non ne sono sicuro… Sì, sono passati un po’ di anni). Il video si discostava parecchio dal resto che girava in tv all’epoca: dei personaggi travestiti da robot, da scheletri, da atleti, da disco girls e da mummie che camminavano in cerchio su una pedana più alta dietro e più bassa davanti e rappresentavano gli strumenti con cui era stato composto il disco: i robot la parte vocale (la voce robotica), gli atleti il basso; le disco girls la tastiera, gli scheletri le chitarre le mummie la drum machine. La vocina sempre uguale per quattro minuti, il giro di basso incalzante (ispirato al disco Good Times degli Chic di Nile Rodgers, con cui hanno poi collaborato su Random Access Memories).

Qualche anno più tardi sono riuscito ad entrare in possesso del cd ufficiale (di cui vedete le foto su questo articolo): un momento di vera gioia poter stringere fra le mani quello che che per me rimane uno dei migliori album mai pubblicati per quanto riguarda la scena elettronica.

È davvero difficile trovare una traccia che rappresenti tutto l’album: sebbene Around the World ne sia sicuramente l’emblema, non ci si può dimenticare ad esempio di Da Funk o di Revolution 909. Per questo, vi lascio con una playlist da ascoltare con tutte le tracce che compongono l’album!

Alberto / Phatool

20 anni di Homework dei Daft Punk

20 anni di Homework dei Daft Punk

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