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Come mai sta nascendo un vero e proprio movimento Anti Boiler Room al Graffiti Carnival di Notting Hill? Cerchiamo quindi di capire cosa ci sia dietro a questa protesta.

Tutti la conosciamo. È uno dei canali web di video più amati al mondo dagli appassionati di musica elettronica e non solo. Ha ospitato i migliori artisti emergenti e consolidati negli ultimi anni.

Il modo migliore per cominciare è con lo stream dello scorso 28 agosto:

Il movimento Anti Boiler Room: Babylon Room

Il 26 agosto è comparso su internet QUESTO ARTICOLO, in segno di protesta contro il secondo anno dello streaming di Boiler Room al Carnevale di Notting Hill. In poche parole, il movimento si oppone al sistema di profitto generato da questa operazione, che si contrappone totalmente allo spirito del Carnevale.

Il Carnevale di Notting Hill, infatti, ha le sue origini in Claudia Jones, come segno di protesta contro il razzismo dilagante negli anni ’60. Nell’articolo di denuncia, però, Boiler Room è accusata di aver censurato una frase di una sua intervista fatta alla dj Sarra Wild riferita agli “uomini bianchi” per paura di ripercussioni politiche. Sempre secondo il movimento, questo dimostrerebbe la non volontà di prendere posizioni anti razziste.

Non solo. Il movimento Anti Boiler Room si schiera anche contro un fatto politico: l’adozione da parte della polizia di un software per il riconoscimento facciale. Questa soluzione è ritenuta senza basi nel diritto civile, e lo stream di Boiler Room durante questa manifestazione è paragonata allo stesso concetto.

Nello specifico, viene spiegato che solitamente Boiler Room si tiene in spazi privati, dove le persone sono coscienti di essere filmate. Durante il Carnevale, invece, viene spiegato che essendo un evento gratuito pubblico, non tutte le persone possono essere d’accordo ad essere filmate.

Inoltre, viene contestata la scelta di fornire molti più fondi alla internet tv che non agli organizzatori stessi del Carnevale. In sostanza, viene contestata a Boiler Room il fatto che sia un’azienda e che voglia trarre profitto da qualcosa che trae le sue radici in motivazioni completamente diverse e di certo non economiche.

Difficile schierarsi da una parte o dall’altra. Se da un lato sono nobili gli intenti della protesta Anti Boiler Room, dall’altro questa ha sempre supportato la musica ed ha dato spazio a moltissimi artisti di esibirsi. Ciò che mi auguro, è che questa manifestazione continui i prossimi anni, indipendentemente dalla presenza o meno di Boiler Room.

close by richie hawtin – author – batty – hundmusic

Articolo di Alberto Batty

Resident dj e producer

www.facebook.com/Phatool

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