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Ark è considerato il pioniere della minimal house in Francia. Nel 1998 escono sull’etichetta Brif i due dischi “Siderurgie Esthetique” e “De Derriere Les Fagots”, che non ottengono un successo immediato solo perché eccessivamente d’avanguardia: Ark e’ un precursore e riascoltando le tracce di quel periodo è veramente chiaro.
Da allora ha continuato a collaborare ed ispirare molti di quelli che oggi sono i principali artisti della scena europea e mondiale. Ark non inizia la sua carriera nell’elettronica come dj, bensì come chitarrista in un duo funky ’80 ormai famoso dal nome Trankilou: il suo compagno era il leggendario Pépé Bradock. Ebbero un notevole successo a metà anni ’90 anticipando lo stile del cosiddetto “French Touch” dei vari Daft Punk, Dimitri From Paris, Motorbass, in particolare con le tracce “Escalope De Dinque” e “Saint Glin-Glin”.

Nel 1999 collabora con Herbert e Losoul per realizzare l’album “Belle Lurette” il cui successo lo catapulta sotto gli occhi del grande pubblico. Nel 2001 inizia una collaborazione con Cabanne dando vita al duo Copacabannark che ancora oggi si esibisce live nei principali eventi mondiali e continua a sfornare uscite su etichette come Perlon e Minibar. Contemporaneamente Ark continua la sua carriera da solista, produce un disco per la prestigiosissima etichetta Playhouse, ed un album per Circus Company. Nel 2005 esce il suo LP “Caliente” per l’etichetta Perlon, che in Francia esce su P.I.A.S. con in copertina una cover di un celebre robot di Guerre Stellari.

Seguono negli anni altri dischi per etichette importanti come Circus Company, Karat, Versatile, Thema ed un altro album su Perlon chiamato “Arkpolcalypse Now”, numerose collaborazioni con artisti come Jamiel Lidell e Shalom, e vari remix ad artisti del calibro di Mr. Oizo, Salif Keita, e Robag Wruhme. Numerosi sono i club che l’hanno visto in scena dal Rex di Parigi al Panorama Bar di Berlino. Il suo live set riserva sempre delle sorprese e tradotto dalla sua biografia ufficiale “i suoi capelli si scompongono, il suo corpo diventa prigioniero del beat e solo a quel punto diventa l’uomo più bello e più’ imprevedibile del mondo”.

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  • […] Esattamente una settimana fa il dancefloor di G(ART)EN ballava sotto le note di ARK, producer francese che vi abbiamo presentato nel nostro precedente approfondimento (che potrete leggere QUI). […]

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