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Correva l’anno 1999, e una giovanissima Ellen Allien decideva di dar vita a quello che, a sua detta, è “un marchio forte per personalità forti”.
Di certo non si può dire che queste parole non rispecchino quello che è l’animo di questa label. Qualche nome (oltre ovviamente alla padrona di casa) solo per farvi qualche esempio: Seth Troxler, Apparat, Modeselektor (e per non farsi mancare nulla anche i predetti in accoppiata, o meglio dire, in trio Moderat), Paul Kalkbrenner, Dillon, Sascha Funke e pure gli italianissimi System Of Survival.
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Ellen ama ricordare che il punto centrale da dove tutto parte è la capitale tedesca, Berlino. Ma Bpitch Control non è solo una label, è un collettivo di artisti ed amici, e non dimeno un party. Infatti, è proprio come un marchio per una serie di feste che è nato agli inizi, per poi crescere insieme alla città a cui è legato, espandendosi al di fuori della Germania (e dell’Europa) e dando vita ad un vero e proprio movimento che non si limita però solo ad un genere: come tutte le organizzazioni, infatti, crescendo Bpitch Control ha esplorato tutte le sonorità: techno, electronica, indie, IDM… Per citare qualcosa di cui abbiamo già parlato, eclettismo. Per farvi capire di cosa stiamo parlando, vi lasciamo fare qualche ascolto, che poi è la cosa che per noi conta per davvero, al di là delle parole. Cominciamo con l’ep “I Mean”dei già citati System of Survival, gli italiani Pietro “Bingo” De Lisi e Alex Carpenteri:

Continuiamo con l’album “Unknown” della bravissima Dillon:

E chiudiamo con l’accoppiata formata dalla padrona di casa e Thomas Muller:

Che dire, ci si vede sabato, pronti per un nuovo viaggio all’insegna della qualità, con HUND.

Articolo di Batty

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