In Blog, Meet the artist

Sono già passate più di 2 settimane dall’ultimo party Hund.
La serata, purtroppo, si è conclusa prima del previsto e nella maniera che meno ci aspettavamo. Un controllo eseguito dalla squadra mobile delle forze dell’ordine ha interrotto il party in pieno svolgimento; ironia della sorte, proprio mentre ci si avviava con Carl a lasciare l’hotel per raggiungere il locale. Ora non vogliamo stare qui a discorrere sui fatti avvenuti perché se ne è già parlato a lungo, tuttavia una piccola considerazione è d’obbligo.
L’accaduto ha recato un danno economico e morale alle centinaia di ragazzi accorsi per ascoltare l’artista di Detroit, ma ha anche danneggiato profondamente una serata che dopo mesi di duro lavoro era riuscita a portare a Vicenza un pilastro della musica techno, con le conseguenti perdite economiche e di immagine.
Nonostante ciò abbiamo voluto comunque realizzare la nostra consueta intervista; Carl Craig desideroso di suonare ed esibirsi, ci parla del suo primo approccio con i piatti, del rapporto con il suo mentore Derrick May e del suo studio di registrazione, di cui è particolarmente orgoglioso tanto da paragonarlo allo champagne “Cristal”. Ci svelerà infine, riferendosi alla “Carl Craig Foundation” che Detroit non è più la “techno city” che noi tutti pensiamo.

La ferita indubbiamente ci segnato, ma ormai è solo una cicatrice, si torna a respirare!
Hund ritorna!

Let the clubbing breathe!


Articolo di Paolo Zonta.


Recommended Posts

Start typing and press Enter to search