Stanco di sentirne solo parlare e di riascoltarmi quei dj set spettacolari tra Boiler room e altri stage.. quest’anno mi son detto “fanculo tutti, ci vado anch’io!” E così è stato.
Sabato 6 agosto insieme alla mia fida compagna Silvia, siamo in viaggio per Amsterdam alla volta del Dekmantel Festival 2016. Purtroppo causa lavoro siamo costretti a rinunciare, anche se pagato, al primo giorno di festival, perdendoci così dj set assurdi di Theo Parrish b2b Marcellus Pittmann, Dj Harvey, Villalobos, Ben Ufo ecc ecc..
Dispiaciuti ma ben pronti a rimontare con gli altri due giorni. All’ingresso mi reco su un banco informazioni per chiedere dove si cambia il web ticket stampato da casa con il vero biglietto: il ragazzo, gentilissimo, mi risponde semplicemente che basta andare ai tornelli d’ingresso dove sono già muniti di tutto (ammetto di essermi sentito scemo) ma non faccio a tempo a girarmi e aggiunge che non ci son problemi e che ci faceva direttamente lui il cambio con i bracciali del festival (sono rimasto davvero colpito dalla sua gentilezza e disponibilità!).
Boiler room night at Dekmantel Festival 2016
All’ingresso già notiamo una preparazione ed organizzazione che non tutti riescono ad riescono ad avere: armadietti con chiave di ben due dimensioni per lasciare tutto quello che si vuole, fila di casse per l’acquisto dei famosi Token che serviranno per bere o mangiare, fila di sportelli bancomat sempre per l’acquisto di token, bar ad ogni dove, servizi igienici perennemente SENZA FILA (davvero sono rimasto a bocca aperta!) e infine notiamo anche del personale addetto alla pulizia dei prati!
Dopo esserci sistemati rimaniamo ad ascoltare in main room Roman Flügel b2b Daniel Avery che stanno facendo un bel set techno carico e pulito. Dopo un po’ lasciamo questo stage e scopriamo che servono una birra davvero buona a tal punto di sembrare quella di un vero e proprio irish pub, ed ad prezzo molto conveniente… Si salvi chi può!
Ci dirigiamo verso il Green House per il set di The Black Madonna che, come immaginavo, sarà uno dei più belli di tutto il weekend. Parte con qualche disco elettronico per poi passare in scioltezza all’house old school e a un po’’ di acid per arrivare a pura techno che fa saltare tutto lo stage. Finisce con qualche pezzo classico anni ’80  e non solo (come Nina Simone-Feeling Good) che ci regala anche un sorriso.
Passiamo al Boiler Room dove ha appena terminato Young Marco e sta per iniziare Antal: già dai primi dischi si capisce che questo signorino ne sa a pacchi, infatti parte praticamente da una “serenata” e finisce in techno con appena 60 min a disposizione. Un boss! Dopo di lui arriva un b2b tanto atteso, ossia quello tra Mike Servito e The Black Madonna, partono carichi come non mai e lo stage del Boiler esplode letteralmente! È davvero pieno e all’ingresso han dovuto mettere dei buttafuori per far entrare la gente. Chiudono con uno degli ultimi dischi di Robert Hood-Tell you no lie, e qui esplode il delirio. Fantastico!
A seguire arriva Daniel Avery che parte con una techno da viaggio così bella che ci lasciamo trasportare. Ormai è sceso il buio e tutto intorno a noi si è creato uno scenario mistico tra luci che sembrano buttate li a caso, alberi illuminati da lanterne e ombre danzanti donano un’atmosfera davvero magica. Lasciamo il festival dopo qualche disco di Dixon e già pensiamo al giorno successivo.
Domenica di primo pomeriggio siamo di nuovo dentro e ad aspettarci c’è un lungo giorno e molte scelte difficili da fare a causa di una line up veramente da leccornia. Sentiamo Palms Trax in main room che sembra in gran forma però lo lasciamo per cominciare per bene con il Dio della disco Sadar Bahar. A mio avviso forse il set più bello del weekend, l’armonia e la festa che è riuscito a creare è stato qualcosa di indescrivibile. Ci spariamo tutta l’ora e mezza senza batter ciglio e quando finisce la gente lo applaudisce come veramente merita. Subito dopo di lui arriva una leggenda della techno di Detroit: Carlos Sauffront. Anche per lui zero chiavette, zero cd, zero mac, ma semplicemente una borsa piena zeppa di dischi. Inizia con qualche problema tecnico causato da una puntina, ma a cambio gomme fatto riparte come un caccia miscelando techno con grande stile. 
Dopo di lui torniamo in main per ascoltare un grande artista come Fatima Yamaha che sta per concludere il suo live set. Dopo di lui arriva il pazzo Dj Koze che, non avrei mai detto, ma ci regala un set spettacolare, di quelli che senza volerlo ti accorgi che sei lì a ballare già da un’ora e mezza ed il tempo è volato. Spara un paio di chicche che fanno saltare il dancefloor con il suo remix di Moderat e Fizheuer Ziheuer di Ricardo Villalobos. Chiude il suo set con l’ultimo suo remix di Lâpsley e tutto il ledwall diventa la bandiera del movimento gay, tutto questo da come la sensazione che la pace e la serenità si possano toccare.
E’ giunta l’ora di uno dei set più attesi, quello di Motor City Drum Ensemble: dischi funky, disco, house, techno e acid il tutto mixato con la sua spettacolare abilità. Un paio di dischi che mi hanno dato di più sono: BLO-make your body dance e Lood-Shout-n-out. Un set del genere purtroppo è limitato da un stage così immenso ma molto probabilmente gli organizzatori sono stati costretti vista la sempre più enorme richiesta di questo artista.
Tirando le somme direi che una festa del genere a livello organizzativo e musical non ha davvero nulla da invidiare agli altri, anzi ha forse da insegnare. Senza ombra di dubbio il più bello che io abbia mai fatto. L’unico rammarico? Dover aspettare un fottuto anno prima di riviverlo.
Loris e Silvia al Dekmantel Festival 2016
Loris M (nostro resident ed autore dell’articolo) e la sua compagna Silvia, durante il Dekmantel Festival 2016.

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