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ÂME e LUCA AGNELLI, due artisti con alle spalle un bagaglio musicale immenso, abbiamo avuto il piacere di metterli faccia a faccia! Ecco il risultato! 🙂

— Inutile a dirlo ma la carriera e la conoscenza musicale legata al tuo nome, fanno storia a sé. Se tu dovessi imputare a un disco il motivo scatenante che ti ha fatto pensare “si è questo ciò che voglio fare nella vita”, quale sarebbe? Cosa ha suscitato in te allora?

Âme: Non ho mai smesso di seguire il mio hobby che è in seguito diventato il mio lavoro. Questo è un grande dono, ma non ho mai avuto l’intenzione di diventare un dj e un producer professionista. Io volevo diventare un architetto o ingegnere. Ho capito ad un certo punto che non c’era via di ritorno, ma arrivato a questo sono più che felice.

Luca: Non c’è un disco nello specifico che mi ha fatto scattare la scintilla, ma di sicuro il primo disco a cui mi sono affezionato in maniera particolare è stato “club lonely” di lil louis 1992, una traccia che per me rappresenta l’essenza del party, della festa e del club, perfetto per chiudere una serata speciale anche a distanza di oltre 20 anni.


— Guardando la scena musicale moderna, senza star qui a tergiversare su analogico e digitale, vinile e non vinile, underground e non. Qual è secondo te l’aspetto peggiore dello scenario elettronico moderno? C’è una cosa che ti fa incavolare particolarmente?

Âme: In realtà io sono una persona molto positiva e quindi non ci sono molte cose negative che mi sconvolgono. L’unica cosa che posso criticare è che ci sono molte persone che rilasciano musica o tracce che non sono nemmeno finite e le inseriscono in più canali rendendo difficile scoprire la cose valide.

Luca: L’aspetto peggiore è che spesso tra i cosiddetti “addetti ai lavori” ci sia mancanza di professionalità, approssimazione, ignoranza musicale.
Un’altra cosa che mi rende perplesso è vedere che dietro le consolle spesso non ci siano dj in quanto tali, ma produttori adattati a fare i dj, gente che non ha fatto abbastanza gavetta e che si ritrova in palcoscenici piu importanti di quelli che si meriterebbe.

— Hai suonato in un sacco di locali e in un sacco di parties. Cosa rende una serata “unica” per un guest? Per essere annoverata anche a distanza di anni?

Âme: É abbastanza semplice … lo spazio, la luce, il suono e le persone lo rendono speciale o meno.

Luca: Credo che la cosa più importante per lasciare il segno in una serata sia sempre il rapporto che si instaura con il pubblico, il feeling che si crea, le emozioni che ci si trasmette.
l’affetto dei clubbers è poi spesso testimoniato da striscioni, maglie, cori e gadget di ogni tipo e tutto questo unito naturalmente un sound system impeccabile ed una promozione dell’evento fatta come si deve fa si che la serata possa essere ricordata per molto tempo.

— Nelle interviste di solito si parla di cose belle. Per non essere banali parleremo invece di cose brutte. Qual’è stata la tua peggior esperienza dietro una consolle? Puoi evitare nomi e posti, raccontaci l’episodio 🙂

Âme: In realtà non mi viene in mente davvero nulla quindi questo è probabilmente un buon segno. Ma vedendo Steve Angello e il resto di quegli idioti in alcuni festival mi fa arrabbiare a volte 🙂

Luca: Diciamo che dietro la consolle non ho avuto mai particolari esperienze negative, ma mentre stavo andando a suonare si!
Era l’ 11 settembre 2001 e stavo andando a New York per un paio di serate, ma mi sono trovato “fortunatamente” nei cieli di NY mentre stava accadendo l’inferno nella città, quindi sono stato dirottato nell’isola di Gander, in Canada dove sono stato 5 giorni dentro ad una palestra insieme a centinaia di persone, dormendo per terra, senza bagagli e andando a casa di locali a farmi la doccia!
Dopo questi giorni di tensione, sono ripartito da la senza bagagli e senza vinili, che sono rientrati 3 settimane dopo.

— Progetti futuri? Hai 30 secondi per svelarci tutte le novità tue e della tua label! 🙂

Âme: Innervisions cercherà di continuare a rilasciare roba di qualità che è tutto … niente di speciale previsto.

Luca: Sono stato in studio diversi mesi e ho delle tracce pronte ma devo ancora decidere la destinazione…
Per quanto riguardo Etruria beat sono molto soddisfatto del lavoro svolto fino ad oggi e questo è un periodo molto intenso, ricco di releases con artisti importanti ed internazionali, eccone alcune:
L’etb016 con i remix di Dana Ruh, Locked Groove e Jay Haze all’album di Marco Faraone.
L’etb017 con il mio nuovo ep Orion, 2 tracce originali dal sapore molto techno detroit con i rmx di Daschund (Highgrade) e Brett Johnson (appena uscito su Visionquest).
L’etb018 di Dast, giovane talento napoletano, con remix di Oliver Deutchmann, e per l’estate avremo altri ep e various artists prodotti dai ragazzi della nostra crew tra cui Bastinov, Kaiser, Huge, Toms:due, Little Charles, Gloand ed altri.

 

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