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“Drawing up his own way” o meglio ” Ogni stesura ha il suo percorso”. Questa è la filosofia di Gabriel Gutierrez in arte Guti. Nato in un eccezionale contesto musicale in quanto membro di una famiglia che comprendeva direttori d’orchestra, sassofonisti e pianisti, all’età di 12 un amico di sua madre gli dà il suo primo shock jazz sfidandolo a riprodurre le prestazioni di Oscar Peterson, a detta di Guti, il musicista che gli ha trasmesso tutto l’amore per la musica. Tutte le sue produzioni sono influenzate dalle sonorità popolari argentine, definite da lui stesso incredibilmente intricate quanto perfettamente semplici.

Guti ama le avventure – la scintilla della scoperta sembra essere una forza trainante per lui. Lo spirito dell’America Latina che conosce è una fiamma che arde intensamente: “Amo Buenos Aires. E ‘una città enorme, un enorme giungla. Veramente veloce, veramente pazza, sporca, disordinata, ma davvero creativa e con musicisti incredibili. Questo accade in tutti i paesi poveri. Non abbiamo soldi, così suoniamo musica o scriviamo libri “.

L’adolescenza è segnata da una profonda immersione prima nel blues e nel rock poi: periodo in cui crea con gli amici le band Intoxicados e Jovenes Pordioseros che li portano ad esibirsi davanti anche a 10.000 persone in alcuni stadi e ad ottenere diversi riconoscimenti discografici. Nel 2006 la vita lo porta ad un nuovo percorso: la musica Techno. Curioso, ironico e creativo, mantiene le radici latine fondendo la musica elettronica con il jazz e diventa rapidamente uno dei produttori più ansiosi, eclettici e interessanti della scena. Un disco in collaborazione con Damian Schwarz sull’etichetta Raum … Musik di Francoforte lo porta a farsi notare da Luciano prima e da Loco Dice poi; il brano infatti viene concesso in licenza al boss di Desolat per la sua compilation “The Lab”. Di li a poco, nel 2011, pubblica insieme a Cesar Merveille il disco “Maayancholy” su Cadenza e l’album di esordio nella label di Loco dice “PATIO DE JUEGOS” (12 aprile 2011).

Da qui la carriera elettronica di Guti comincia letteralmente a prendere fuoco con una miriade di richieste da club e festival e release per ogni label possibile e immaginabile: da Be as one a Crosstown Records a Defected per citarne alcune. Nel 2013 si rimette in discussione pubblicando, dopo un anno di lavoro un album interamente jazz che lo etichetta come un artista completo in tutto e per tutto.

articolo di Dubfluss

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