In Music Pills



–– Ciao ragazzi e benvenuti su hundmusic!
Un saluto anche a voi e grazie per lo spazio che ci state dedicando.

–– Allora cominciamo a parlare del set che ci avete passato, mi avete confidato che proviene da un dj set di 3 ore realizzato solamente in vinili. Di che set si trattava? E perchè avete scelto proprio questo spezzone?
Il set non è stato altro che una “suonata pomeridiana” per provare nuovi dischi appena arrivati e per svariati altri podcast che ci hanno gentilmente commissionato. O forse, il rodaggio per le due gig londinesi ai primi di luglio …

–– Nel 2010 lasciate l’Italia direzione Londra. Cosa via spinti a scegliere Londra e non magari Berlino? Cosa cercavate nel Regno Unito?
– Londra perchè è la città che ha dettato per anni la tendenza musicale, e non solo. Londra perchè è la capitale del mondo e l’aria che si respira è 100% internazionale. Insomma eravamo, e siamo tutt’ora, affascinati da questa metropoli per una miriade di motivi qui non elencabili ovviamente. Berlin maybe will be the next…

–– Attualmente siete ancora a Londra o siete tornati in Italia? Finora cosa vi ha regalato la capitale europea in termini di esperienze personali e musicali? Avete suonato in diversi paesi se doveste sceglierne uno ora quale sarebbe?
Magari… comunque no. Sfortunatamente, dopo quell’esperienza, siamo dovuti tornare in patria. Ora siamo in pianta stabile nel padovano / trevigiano, dove abbiamo lo studio con Autem Audio e dove è situata la base del CirQ ( club nel quale siamo resident ). La più grande esperienza che portiamo a casa da Londra è che osare non è mai sbagliato e che se la passione è vera, prima o poi questa ti ripagherà. Alla fine non ci sono mode, non ci sono tendenze, c’è solo un unico legame: l’amore incondizionato per la musica in tutte le sue sfaccettature.

–– Siete usciti su molte etichette tra cui Kina Music, Autem audio, Spur recordings, come è stato il percorso? Quale disco, traccia o rmx vostro vi è stato maggiormente impresso in questi ultimi anni e che magari ogni tanto vi soffermate a riascoltarlo?
Vorremmo risponderti partendo al contrario, se possibile. Il disco che ci ha maggiormente impresso è quello che “non siamo ancora” riusciti a fare. Inteso come una continua ricerca di perfezionamento e di sperimentazione. Rispondendo invece ora alla prima domanda, diremo che ogni traccia che abbiamo prodotto è legata ad un evento particolare o ad un particolare stato d’animo. Quindi ognuna di esse ha una valenza affettiva diversa.

–– State per uscire su MAINAKUSTIK con un EP e su POLYNOM con un vinile, mi pare di capire che oltre alla produzione di per sè, ci sia un forte legame al vinile. Volete anticipare qualcosa di queste due prossime uscite?
Si, tutto vero. Che dire? L’Ep su MAINAKUSTIK è qualcosa di veramente particolare. All’interno troviamo una raccolta di quattro tracce “techno-dream”, tutte da ascoltare. E ricordiamo anche il notevole dub-edit dell’owner dell’etichetta, Matt Star (Cocoon). L’uscita in vinile su POLYNOM invece è da noi particolarmente attesa. Per il rapporto che ci lega a quell’etichetta e alla crew che la compone. Ah, forse “Evelyn” è una delle tracce a noi più care. Ed uscirà in questo E.P. …

–– Ultima domanda. La nostra rubrica si chiama Music Pills, la musica come medicina. Se doveste considerare la vostra musica come un medicinale, cosa andrebbe a curare?
Facile. The “SOUL”….

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Articolo di Paolo Zonta.


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