In Meet the artist, Music Pills


–– Ciao Fabio e benvenuto su hundmusic!
Ciao e grazie a voi per questo spazio!!

–– Ma toglimi una curiosità, il nome Mephia da dove arriva? 🙂
In effetti il nome Mephia non ha un significato preciso , è solo l’effetto di una storpiatura del nome Maffia, il soprannome con cui tutti mi chiamavano e tutt’ora mi chiamano…

–– Parti già da giovanissimo ad avvicinarti al mondo del beat, cosa ha fatto scattare la scintilla?
La mia carriera da clubber inizia circa a 14/15 anni al Kinki di Bologna, uno dei locali underground per eccellenza nella mia zona… All’epoca avevo già ascoltato parecchia musica da discoteca, house, techno e anche generi più pesanti, ma quando approdai in questo genere di mondo mi si aprirono nuove finestre non solo per quel che riguarda l’ascolto di musica ma anche in materia di rapporti con le persone, libertà personale e condivisone di una emozione legata ad un fenomeno generazionale, che è l’HOUSE!! Di sicuro non era come essere nel pieno degli anni 90, ma quando ho iniziato, il fenomeno non era così massificato e soprattutto nei club si percepiva ancora una gran voglia di stare insieme e di lasciarsi emozionare dal dj… cosa che ora faccio molta fatica a trovare nella maggioranza dei club Italiani… Fu tutto ciò a spingermi ad entrare a capofitto nell’ambiente, frequentando assiduamente molti club del nord-entro Italia e cercando di entrare in comunicazione con gli artisti che mi trasmettevano qualcosa, a volte riuscendoci a volte no…

–– Hai suonato in un sacco di locali, ma ultimamente il tuo nome si lega principalmente ai locali Black Box e Moxa, in cui sei resident. Che rapporto c’è con questi due famosi locali? Come sei entrato a farne parte?
Durante il mio percorso professionale, ho lavorato con un buon numero di locali e di organizzazioni… Ho passato circa 2 anni, dal 2009 al 2011 in cui spesso ero in Toscana, dove lavoravo in locali più o meno importanti e spesso in after hours… Dopo di che entrai a far parte della scuderia Black Box nel 2011, riuscendo a stabilire un rapporto di fiducia con tutto lo staff tra cui anche i Pastaboys e altri dj più grandi di me che mi hanno aiutato a crescere… Ho un ricordo molto positivo dell’esperienza ferrarese, nei 2 anni in cui ho collaborato, abbiamo costruito qualcosa di unico riuscendo a creare un’atmosfera intima con un prodotto musicale di nicchia, cosa che di rado avviene nei tanto decantati festival o eventi di massa…
Per quanto riguarda il Moxa, anche di quest’ultimo ho un ricordo positivo, è un locale diverso rispetto al BB, l’ho sempre interpretato più come un aperitivo, molto houseggiante… ciò non toglie che nei miei dj set sono riuscito a inserire di tutto, dalla Soulful-Deep House alla Nu disco e perché no anche della techno dub trovando sempre una buona risposta del pubblico… Sono entrambi ottimi locali e sono felice di esserne stato parte, in futuro si vedrà…

–– Hai suonato al fianco di artisti internazionali, per citarne alcuni Michael Cleis, George Fitzgerald, Jamie Jones, Seth Troxler, Layo & Bushwacka, Bill Patrick, senza dimenticare  Jimpster, Vakula e Tom Trago che a mio parere sono fenomenali. Quale serata di ricordi particolarmente? Chi di questi (o altri) ti ha “dato” maggiormente?

Ci tengo a puntualizzare che non sono uno di quei dj che si vanta di aver suonato con tizio o caio, certo fa curriculum ma non ritengo moralmente giusto che i locali si riempiano solo ed unicamente con guest stranieri e tutto giri intorno ad essi, quando abbiamo un sacco di bravi dj in Italia che vengono penalizzati a causa di questa moda momentanea… Ci sono i bravi dj sia qui che all’estero, bisognerebbe semplicemente considerare un po di più la storia di un artista, la sua dedizione e il suo modo di muoversi dietro ai decks, non solo le sue produzioni… Alcuni artisti con cui ho avuto il piacere e l’onore di lavorare si sono dimostrati pienamente conformi a ciò che mi aspetto da un professionista di quel livello, altri non del tutto…
Come feeling personale di sicuro Jimpster (fin dagli albori uno dei miei producer preferiti) è stato quello che mi ha trasmesso di più tra i nomi che hai citato, da cui ho ricevuto maggiori apprezzamenti e con cui successivamente mi sono sempre tenuto in contatto… Ma ce ne sono anche molti altri non citati con cui ho stabilito ottimi rapporti di fiducia e da cui ho appreso parecchie cose…

–– C’è qualche dj/produttore con cui vorresti assolutamente suonare? Perchè?
Ce ne sono tantissimi impossibile fare un elenco di priorità… sicuramente quando suono con dj della vecchia scuola è sempre un onore e uno spunto per cercare di unire la mia voglia di passato con le nuove tendenze…

–– Parliamo di Mephia – produttore, nel 2011 sei uscito per la prima volta su Smoke Joke records , la label di Ivan Iacobucci. Come è stato il primo passo da producer? Sei in procinto di stampare dell’altro?
Si la mia prima uscita è stata su Smoke Joke la label di Ivan Iacobucci, artista che rientra nella cerchia di dj da cui ho appreso molto e con cui c’è un rapporto di profonda stima e amicizia… Questa release come le altre successive su Tribe Rec (Uk) e 3 Hands (It) sono firmate Mephia & Andrum, mio amico e socio… Con quest’ultimo ho intrapreso la strada della produzione qualche anno fa, all’inizio con difficoltà ma poi riuscendo mano mano a realizzare il tipo di suono da cui siamo attratti… Attualmente abbiamo collezionato queste 3 uscite… Uscirà a breve un altro remix su Tribe, nota label afro londinese e inoltre abbiamo molto materiale nuovo, dunque nel futuro prossimo si prevedono nuove uscite, ma ancora non vi anticipo niente 🙂

Grazie!!

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Articolo di Paolo Zonta.


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