In Music Pills

HUND-MUSICPILLS-17

–– Ciao Luca e benvenuto ad HUND Music.
Ciao ragazzi! Grazie mille, è un piacere!

–Partiamo col parlare subito di te. Italiano, nato e residente a Milano; quando inizi a suonare e perchè?
Si parla del 2001, avevo 16 anni e passavo le giornate in cantina della nonna a mixare gli unici dieci dischi che ero riuscito a comprarmi. Non avrei mai pensato potesse diventare una professione con tutto ciò che ne comporta, son cambiate un bel po’ di cose da quel periodo, i dischi in primis!

–Bugsy. Un nome particolare, cosa sta a significare?
Dopo un lungo periodo in un progetto di coppia con il quale stavo sviluppando un suono più mainstream avevo bisogno di cambiare strada e quindi cercavo uno pseudonimo nuovo, avevo appena visto il visto il film che raccontava la biografia di Bugsy Siegel, un gangster folle ed eccentrico che getta le basi di Las Vegas; mi sembrava un paragone abbastanza squilibrato da poter funzionare.

–Definisci il tuo stile influenzato dalla musica black e dalle radici del funk più scuro, ispirandoti all’House di Chicago e alla Techno di Detroit. Quali sono stati i tuoi mentori?
Come hai sottolineato riprendendo la bio, il mio suono è influenzato da 4 correnti diametralmente opposte, mi sono avvicinato al funk di James Brown, George Clinton e Sly Stone fin da piccolo, ho incontrato ed amato l’House Music di Frankie Knuckles e Larry Levan, comprando qualunque cosa mi passasse sotto mano da Kerri Chandler ai Masters At Work, per arrivare a conoscere ed apprezzare la Techno di Carl Craig e Derrick May, credo il mio suono di oggi sia composto da tutto ciò.

–Domanda forse un pò scontata, ma non possiamo fare a meno di farla. Il tuo nome viene legato ad Ovum, la label di Josh Wink. Come è avvenuto il contatto con la storica etichetta? Ce ne saranno altri?
E’ stata sicuramente un’esperienza forte, che ha segnato il nostro cammino artistico regalandoci una grande soddisfazione. Prima del contatto con la label era nato il remix di Pezzner, conosciuto in una serata qui a Milano, dopo poco tempo è stato lui stesso a proporre il progetto a Josh Wink durante una banale chat di convenevoli, a lui è piaciuto immediatamente e dopo una breve trattativa abbiamo avuto l’ufficialità. Attualmente non ci sono altre uscite in programma con loro, ma mai dire mai!

–Compari spesso affianco ai Dirty Channels, che rapporto c’è tra di voi?
Praticamente fraterno, conosco Leme da quando avevamo 18 anni, ci siamo trovati per la prima volta in una consolle “vera” nella stessa serata, da li abbiamo intrapreso un cammino parallelo senza mai perderci di vista. Siamo artisticamente cresciuti insieme e quando capita di trovarci con le mani sullo stesso mixer è sempre una gran festa. Credo siano la reale dimostrazione che in questo lavoro ci sia ancora spazio per caratteristiche come l’umiltà e il talento, quello vero.

–Sei resident al Take It Easy di Milano, una delle più belle e innovative situazioni del nord Italia. Quando è iniziata questa avventura? Che obiettivi vi siete prefissi?
Il progetto è stato ideato da Fabio Alampi nel 2009, inizialmente era una sorta di party privato in cui suonavamo noi e altri ragazzi di Milano, poi abbiamo capito che il party iniziava ad avere una sua storia e aveva un buon successo, sono arrivati i primi ospiti internazionali e nel giro di due anni ci siamo trovati ad avere un discreto successo e soprattutto un’identità musicale ben distinta, la cosa più importante in questo lavoro. Non ci sono grandi obiettivi prefissati, crediamo fortemente nella concezione di club legato alla figura del resident, come la vecchia scuola insegna, e cerchiamo in ogni modo di offrire un prodotto di qualità e genuino che possa arrivare alla gente in tutte le sue sfumature.

–Cosa hai in serbo per il futuro? Stai per uscire con qualche produzione? Aggiornaci!
Nella seconda metà di Novembre uscirà il prossimo progetto in collaborazione col cantante Jinadu, insieme a Christian Prommer e Fred Everything sull’americana Lazy Days. Ci sono anche importanti novità sul fronte Italiano ma per quello non si può ancora dire niente! (la scaramanzia artistica da intervista porta sempre fortuna!)

–Ciao!
Grazie Mille!

Articolo di Paolo Zonta.


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