In Music Pills

–– Ciao ragazzi e benvenuti ad Hund Music!
Ciao a tutti! Grazie dell’invito!

–– Cosmic Cowboys. Un nome molto particolare, immagino un riferimento astronomico, ma com’è nato?
Il nome nasce chiaramente un po’ dalla passione per il cinema sci-fi come il nome suggerisce però al di là di questo possiamo dire che il nome Cosmic Cowboys rispecchia più che altro il nostro mondo musicale che deriva da questa ricerca tra sonorità più calde ed avvolgenti come possono essere un pianoforte o una chitarra, che ricordano molto magari certe atmosfere delle “ballad”, in contrapposizione a delle sonorità più eteree e di matrice completamente differente che invece danno un senso di mancanza di gravità. La verità è che nella nostra testa più che cercare di fare tracce per ballare noi cerchiamo sempre di fare delle composizioni più in stile “colonna sonora” che possano raccontare una storia e cerchiamo di farlo attraverso i suoni e le immagini che essi generano nella mente dell’ascoltatore ed è par questo che ogni singolo suono che usiamo, che sia fatto con strumenti veri, hardware o vst, è scelto appositamente perché possa venire associato ad una immagine o una particolare sensazione.

–– Come si compone il vostro duo in termini tecnici? A uno dei due riesce meglio un aspetto e all’altro qualcos’altro?
Come in ogni duo si cerca sempre di dividersi un po’ i compiti per velocizzare sia il processo di creazione della musica ma anche di ciò che con la produzione è legato in modo indiretto e cioè label, eventi, date, podcasts, interviste e la contabilità. Kaled si occupa principalmente della parte creativa e della parte tecnica in studio mentre Nico si occupa della parte logistica, burocratica e di promozione dei vari progetto e dei progetti ad esso legati. Chiaramente però è poi impossibile occuparsi a compartimenti stagni di queste cose perché è buona regola che le idee vengano sviluppate insieme sia a livello creativo che promozionale in modo tale che, quello che si fa, rispecchi a pieno lo spirito del progetto e la visione di entrambi.

–– Come spesso accade: italiani si, ma con una presenza molto forte all’estero. L’Italia, in questo settore, si rivela un ostacolo per la crescita ma allo stesso tempo una sfida per farsi conoscere altrove, per voi cosa è stato?
Pur mantenendo la residenza in Italia la nostra carriera è cominciata a Berlino ed è sempre li che ci siamo formati artisticamente grazie anche all’influenza di artisti quali Kollektiv Turmstrasse, youANDme e Tigerskin che, oltre ad essere diventati amici a livello personale, si sono rivelati delle guide fondamentali nel cercare la nostra strada all’interno del mondo della musica elettronica e, a dirla tutta, il loro vero insegnamento è stato semplicemente quello di fare ciò che ci piaceva e di farlo esattamente come ci piaceva perché è solo quello che differenzia un artista solido da uno che fa due dischi e poi scompare e cioè avere un proprio sound altamente riconoscibile dal pubblico. Il fatto di aver sempre puntato a comporre un tipo di musica al tempo parecchio inconsueta per il nostro paese sicuramente nei primi anni non ci ha permesso di brillare sul panorama nazionale (all’epoca non esistevano realtà quali Tale Of Us o la crew di Life & Death ed il sound di Innervision era di culto solo per una piccola nicchia mentre al top delle chart c’erano label ora praticamente scomparse quali Cecille o Welcome to Masomenos per esempio) e di conseguenza la maggior parte delle gig nei primi anni sono state in giro per l’Europa e soprattutto in Germania dove il pubblico era più ricettivo verso un sound spiccatamente più melodico. Ora sembra che ci sia un ritorno di fiamma tra noi e la scena italiana in cui c’è stato un forte avvicinamento del pubblico verso un pound più qualitativo ma i trend musicali cambiano e si evolvono con una velocità impensabile anni fa per cui staremo a vedere cosa succede. Certamente per noi il fatto di venire dall’Italia è stata una “palestra” importante perché se impari a far ballare il pubblico qui a casa pur suonando dischi diversi dalle solite marchette tech-house vuol dire che hai l’abilità per poi poter essere un performer di livello anche sul panorama internazionale ed essere dei produttori talentuosi non basta per saper far ballare la gente, bisogna vivere ed interpretare a modo proprio quello che richiede una dancefloor e soprattutto saper suonare ogni giorno come fosse l’ultimo della propria carriera.

–– Avete suonato un sacco in Europa, ho visto di date al Watergate, Katerholzig, Wilde Renate, Ritter Butzke per citarne alcuni. Qual’è locale dove vi siete trovati meglio? E cosa cambia l’approccio in un vostro set all’estero rispetto che in Italia? (Se per voi cambia qualcosa)
E’ difficile dire quale sia stato il locale in cui abbiamo suonato fino ad ora ma cercando di fare una specie di chart ci azzardiamo a dire Watergate ed Katerholzig a Berlino, Propaganda a Mosca, Ego ad Amburgo e Hive a Zurigo mentre per quello che riguarda in Italia sicuramente il Goa di Roma. L’approccio musicale chiaramente cambia perché siamo convinti che il successo di un dj sia dato dalla sua versatilità e cioè dal saper suonare la cosa giusta al momento giusto in base al contesto in cui si trova seppur non snaturando il proprio sound ed è per questo che prima di ogni performance cerchiamo di capire come affrontare la pista nel migliore dei modi.

–– Back And Forth, la vostra label. Quando e come nasce? Che progetti avete e fino a dove vorreste spingervi?
Back And Forth è un progetto nato 3 anni fa dall’esigenza di creare una piattaforma in cui sia noi che gli artisti che ci piacciano potessero esprimersi nel migliore dei modi. Prima di partire con questo nuovo progetto eravamo comproprietari di Kina Music con i nostri amici Re-UP ma poi abbiamo scelto di prendere strade diverse sotto il profilo discografico e di creare qualcosa che rispecchiasse di più il nostro modo di vedere la musica elettronica e da li è nata l’idea di creare Back And Forth. Sono stati 3 anni di ottime release e grandi collaborazioni con straordinari artisti quali Echonomist, Huxley, Tigerskin, Quell, Anonym, Lula Circus e Pol_On solo per citarne alcuni tra i molti ma l’uscita del nostro primo album ha necessariamente sottratto molto tempo alla gestione della label nel corso del 2013 ma, ora che “Zero Gravity Love” è finalmente uscito, il nostro obbiettivo per il 2014 è sicuramente quello di riprendere il progetto discografico di Back And Forth con ritrovata energia, motivazione e continuità.

–– Prossime date o vostre uscite? So che suonerete al Tresor di Berlino ad esempio… Potete svelarci altro?
Saremo in pieno album tour per tutti i prossimi mesi per cui ci vedrete spesso in giro per l’Europa ma non solo, ci saranno anche degli show molto interessanti in Italia come al Moxa ed al Disco Volante oltre chiaramente al nostro party Origami. A seguito del tour ci prenderemo una piccola pausa per ricaricare le batterie dopo quest’ anno molto impegnativo sia in termini di performance che a livello di produzione musicale ma per il momento siamo nuovamente attivi in studio ed infatti stiamo lavorando ad un paio di remix ed a un nuovo minialbum elettroacustico con la nostra band che però vedrà la luce non prima della prossima primavera. Di più non possiamo svelarvi per il momento ma preparatevi a delle grosse sorprese, siamo più carichi che mai.

Articolo di Paolo Zonta.


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