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Puntuale come ogni anno arriva il periodo delle classifiche in cui si tirano le somme di un’annata, quella del 2015, piuttosto eterogenea dal punto di vista musicale. In piena linea con il percorso delineato negli anni precedenti anche quest’anno diversi generi musicali si sono contesi le preferenze del pubblico senza riscontrare una vittoria schiacciante ed oggi analizziamo i risultati del voto di uno dei poll più importanti per il settore: L’annuale top 100 targata Resident Advisor.

90-100:

Sorprende il posizionamento ai margini della top 100 di Answer Code Request e lo scivolone verso la parte bassa di Tama Sumo, rimpiazzata come vedremo da Black Madonna nel ruolo di prima donna alla consolle del celebre Panorama Bar di Berlino.

80-90:

Nonostante il crollo di quello che fu lo splendente regno della progressive Hernan Cattaneo mantiene sempre una fanbase capace di condurlo all’interno della classifica. Mike Servito entra invece dalla porta principale bruciando subito le prime venti posizioni ed è una delle sorprese più belle fin qui.

70-80:

Luciano scivola in ottantesima posizione dopo due anni per lui particolarmente complessi. Fiduciosi che il suo ritorno al vinile possa essere uno stimolo per tornare ad esplorare nuovi territori ci godiamo la presenza dell’eterno maestro Dj Harvey in compagnia di due amici di HUND: Kerri Chandler e tINI.

K

60-70:

L’escalation planetaria di Enzo Siragusa, nostro ospite lo scorso mese per HUND, è confermata da questa ottima posizione 62. Sorprende in negativo Robert Hood che invece a livello di produzioni e dj set ha vissuto un 2015 da indubbio protagonista. Solo al numero 67 Levon Vincent, uno degli artisti più chiacchierati degli ultimi anni.

50-60:

Grandioso risultato per Helena Hauff, sicuramente una delle donne più influenti per la techno in questi ultimi due anni. Set di altissimo spessore l’hanno portata a scalare posizioni in classifica superando addirittura Carl Cox, Sasha e Scuba.

40-50:

La miscela di house, disco e funky che quest’anno si è impossessata di molti dei dancefloor più importanti del mondo ha spinto Jeremy Underground direttamente a metà classifica in ottima compagnia assieme a due dei migliori rappresentanti della techno in circolazione: Jeff Mills e DVS1.

jeremy-underground

30-40:

Dai minimalismi di Zip alla classe di Floating Points fino alla scalata vertiginosa di Black Madonna. Assieme a loro gli ottimi Apollonia e l’italianissimo protagonista dell’ultima Boiler Room Joseph Capriati.

20-30:

Molte sorprese in questa parte di classifica. La Rush Hour si gode Hunee come più alto ingresso al debutto nella top 100 mentre Sven Vath, Marco Carola e Richie Hawtin stazionano lontano dalla vetta della classifica. Visto l’appeal dei tre siamo stupiti di questo risultato, sintomo che il pubblico sta rivedendo in maniera molto profonda i propri gusti e le proprie preferenze.

10-20:

Nina Kraviz si conferma in un periodo di forma smagliante così come i Mind Against entrambi nostri ospiti nel corso dei 5 anni di storia di HUND. Motor City Drum Ensemble scala la vetta con un’altra grandissima annata in giro per il mondo (sperando di rivederlo presto in studio) e Laurent Garnier torna a ridosso della top 10, giusta posizione per il maestro francese.

LG

Top 10:

Ame staziona nella top 10 e ciò ci ricorda la straordinaria serata in cui è stato protagonista ad HUND. Ricardo Villalobos è l’unico nome “storico” ad essere ancora in questa parte della classifica dimostrando di avere una fan base inattaccabile mentre Jackmaster e Ben UFO portano alta la bandiera del sound made in UK. Dixon si conferma il trionfatore di questa classifica per il terzo anno consecutivo, impresa mai riuscita a nessuno sino ad ora (nonostante anche Villalobos abbia vinto tre volte questo premio) e conferma uno stato di forma incredibile. Le prime tre posizioni sono a modo loro caratterizzate dal sound profondo ed evocativo di Life & Death, Ellum ed Innervisions. Tre visioni del dancefloor che partono dallo stesso punto ma viaggiano in direzioni diverse dando un segnale piuttosto chiaro a tutti i dj del mondo.

Gli esclusi eccellenti:
Vi sono anche nomi che quest’anno non ce l’hanno fatta ma a nostro avviso non sarebbero dovuti mancare in questa classifica. Partiamo dall’illustre assenza di Theo Parrish, Moodymann, Rick Wilhite e Marcellus Pittmann che con il progetto 3 Chairs lo scorso anno avevano raccolto un consenso praticamente plenario. Stesso discorso sul versante techno con l’assenza di Juan Atkins, Derrick May e Kevin Saunderson, padri fondatori (assieme a Jeff Mills) di un movimento che nell’immaginario collettivo sembra essere affidato alle capacità di Ben Klock e Marcel Dettmann.

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