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Più importante dei parties, dei viaggi in aereo, delle copertine di riviste o del denaro, ogni grande DJ è prima di tutto, un collezionista. Uno scopritore della musica. Un viaggiatore che si destreggia in un mare di suoni nuovi e che affina il proprio stile dalla moltitudine di dischi a quelli che contano di più. E di questo percorso per l’esplorazione sonora è responsabile Souvenir, l’etichetta di Berlino guidata dai Tiefschwarz e il loro partner francese Arthur Vélasquez. In poco più di un anno il marchio ha accumulato un impressionante numero di artisti tra i quali, leggende come Carl Craig, o leaders della scena come Radioslave, Samim o Riton o nuovi arrivati come Ziggy Kinder, allargando via via la famiglia. La label diventa una vera e propria casa per le uscite più ricercate di Tiefschwarz, i quali danno il via alla loro etichetta con ‘Hey’ nell’ottobre del 2006 sotto l’alias Ichundu, raggiungendo un picco con il rilascio dei “10 anni di Tiefschwarz”, una raccolta molto apprezzata per celebrare il decennio di musica che ha legato la partnership degli Schwarz. Non sorprende quindi che le produzioni Souvenir suonino come un DJ set degli stessi Tiefschwarz presi in momenti di felicità mescolando l’elettronica, l’house eterea e e il pensiero techno. L’etichetta ha iniziato da un bisogno di Ali e Basti di fare qualcosa con la musica incredibile che stavano scoprendo nei loro viaggi in giro per il mondo. Dalla casa dell’etichetta, nel nucleo musicale di Prenzlauer Berg a Berlino Souvenir continua a ridefinire i limiti della musica elettronica. Pensate a ogni release come un dono dal margine estremo – un segno di dieci anni di ricerca Tiefschwarz per scoprire la musica dei clubs di domani.”

Questa è la filosofia che anima l’etichetta Souvenir. La label berlinese articola la sue release in due sottoclassi: Souvenir e Souvenir Plus. Nella prima troviamo nomi più altisonanti quali: Santè, Adam Port, dOP, Re.You, Chris Wood e Meat, Cassy, Trust (feat. Seth Troxler). Nella seconda prendono posto nomi più giovani come Larry Peters, Onno, Denis Horvat, Yaya e Kasbah Zoo.

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Articolo di Paolo Zonta.


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