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“Time Warp, celebrata come il rave dell’anno, la kermesse tedesca colpisce nel segno”

Perché utilizzare il termine kermesse quando si parla di uno dei festival più importanti dell’anno? Time Warp è da oltre vent’anni uno dei festival per definizione capace di convogliare migliaia di persone da tutto il mondo nei suggestivi floor di Mannheim. Line up ricchissima, allestimenti senza pari ed organizzazione impeccabile sono solo alcuni dei suoi punti di forza. Dopo tanti anni che per noi questo evento è diventato appuntamento fisso tuttavia è lecito fare alcune considerazioni andando oltre. La notte più lunga dell’anno infatti questa edizione ha ribadito un concetto importante, che forse anche in altri ambiti artistici e non solo si sta manifestando sempre più prepotentemente.

Quest’anno i mattatori indiscussi sono stati sicuramente Sven Vath e Laurent Garnier, due vecchie volpi della consolle, due maestri a modo loro, chi con un carisma istintivo e chi con una tecnica di precisione chirurgica. Le quattro ore del patron di Cocoon hanno ancora una volta ribadito il concetto che tra i grandi lui sa ancora stupire, emozionare e far divertire chiunque sia in pista, non un piccolo dettaglio se hai deciso che la tua vita sarà consacrata all’essere prima di tutto un dj. Il veterano francese invece ha fatto ciò che gli riesce meglio, strutturare un viaggio attraverso stili ed influenze molto diverse tra loro mantenendo un invidiabile filo conduttore. Fino a qui nulla di male se non stessimo considerando un copione non poi così inedito per ciò che è Time Warp. Se avessimo scritto infatti questa review tre anni fa, due o lo scorso le medesime parole sarebbero andate bene e ciò implica dunque quanto detto all’inizio del discorso. Una poco piacevole assenza di turnover, di ispirazione, di innovazione sta minando l’istituzione del Time Warp. Il suo starpower è indiscutibile ma rappresenta in piccola parte un meccanismo inerziale che sta facendo male ad una scena cresciuta senza controllo.

Che resti un festival di grande impatto e divertimento non v’è dubbio, l’esperienza che ogni clubber almeno una volta nella vita dovrebbe compiere, l’augurio che ci facciamo è che sopravviva a chi lo ha reso grande ed anche quest’anno emozionante.

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